Le categorie a rischio – “Al momento – si legge nella circolare – la modalità di contagio e la velocità di diffusione, così come l’efficacia delle misure non farmacologiche fanno escludere la necessità di una campagna vaccinale di massa”. Le prime categorie a rischio sono individuate, tra gli altri, tra persone gay, transgender, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, che rientrano nei seguenti criteri di rischio: storia recente (ultimi 3 mesi) con più partner sessuali; e/o partecipazione a eventi di sesso di gruppo; e/o partecipazione a incontri sessuali in locali, club, cruising o saune; e/o recente infezione sessualmente trasmessa (almeno un episodio nell’ultimo anno); e/o abitudine alla pratica di associare gli atti sessuali al consumo di droghe chimiche (Chemsex).

 

 

“Tali soggetti a più alto rischio – si legge ancora – potrebbero essere identificati tra coloro che afferiscono agli ambulatori PrEP-HIV dei centri di malattie infettive e dei Check Point, ai centri HIV e ai centri per il trattamento delle malattie sessualmente trasmissibili, utilizzando anche indicatori di comportamento ad alto rischio simili a quelli utilizzati per valutare l’idoneità alla profilassi pre-esposizione all’HIV, ma applicati indipendentemente dalla presenza o meno di infezione da HIV”.

 

Il piano di distribuzione delle dosi – Con la circolare arriva anche il via libera al piano di distribuzione del vaccino antivaiolo Jynneos. Il provvedimento stabilisce l’assegnazione delle prime quote in seguito all’arrivo della prima tranche da parte della Commissione Europea. Sentite le Regioni e le Province autonome, “si è stabilito di suddividere le dosi di vaccino attualmente disponibili tra le Regioni con il più altro numero di casi segnalati ad oggi e ripartite come segue: Lombardia 2.000; Lazio 1.200; Emilia-Romagna 600; Veneto 400”.

 

La circolare stabilisce anche che “in attesa della successiva tranche di donazione (attualmente prevista per la seconda metà di agosto) sarà messa da subito a disposizione, per le regioni e PA che ne facciano richiesta, una quota di dosi (multipli di 20 fino a 60 dosi)”. Una quota di vaccino resterà stoccata presso il ministero della Salute, per eventuali emergenze.

 

In Lombardia i casi salgono a 269 – In totale sono 269 i casi di vaiolo delle scimmie registrati fino a oggi in Lombardia. Lo rende noto la Regione. Il 74% dei casi (198) sono stati individuati dall’Ats Milano. I contagiati sono quasi tutti uomini (266), soprattutto fra i 30 e i 39 anni (48%). Per la gestione e le attività di controllo dell’epidemia, la Regione Lombardia ha reso noto di aver costituito un’unità di coordinamento, che avrà il compito di monitorare l’andamento dei casi sul territorio.

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